Passa ai contenuti principali

Gioia di papà, le zeppole!!!

Oggi è  la festa del papà!! 😍
E come avrei potuto farmi sfuggire un'occasione simile? E infatti non ho potuto, questa mattina, dopo aver fatto colazione, mi sono messa subito all'opera. 
Di ricette della pasta choux  ne esistono centinaia di migliaia ed io, dopo svariate ricerce e dopo molti esperimenti spesso mal riusciti, ho trovato la mia ricetta perfetta.


 Da buona pugliese ho sostituito il burro con l'olio d'oliva e per renderla più leggera, l'acqua con il latte.

Ingredienti
Per la pasta bignè:
  • 70g acqua
  • 60g olio d'oliva evo
  • 100g farina00
  • 3 uova (equivalenti a 170g)
  • un pizzico di sale 
Per la crema pasticcera
  • 500ml latte intero 
  • 4 tuorli 
  • 100g zucchero 
  • 80g farina  
  • pizzico di sale 
  • buccia di limone a "fettine"
Per decorare: amarene quanto basta
Procedimento
In una pentola versare l'acqua, l'olio e il pizzico di sale. Portare a bollore e "buttare" d'un colpo la farina setacciata. Cuocere finchè non si forma una palla senza grumi, che si stacca dalle pareti lasciando una patina di impasto. Questa volta le pentole sono state occupate prima del mio arrivo in cucina quindi mi sono adattata con una antiaderente, ho tolto l'impasto dal fuoco quando ho sentito sfrigolare. 
Fare raffreddare e aggiungere un uovo per volta. Non aggiungere l'uovo sucessivo se quello precedente non risulta ben mescolato. 
Otteniamo così un impasto colloso, elastico e che mantiene la forma. Versare il tutto in una sacca da pasticceria e disporre le zeppole su una teglia. Per finire, spennellare con l'uovo sbattuto la superfice.
Infornare in forno (siamo salutisti nel midollo ahimè) preriscaldato a 200° per 20 minuti e lasciare raffreddare nel forno semiaperto, solitamente ci metto una cucchiaia per lasciare aperto lo sportello. 

Questo è il risultato.




Prepariamo la crema pasticcera,  riscaldare il latte con la buccia del limone, lavoriamo in un pentolino, i tuorli con lo zucchero finchè diventa un composto bianco e spumoso, aggiungere la farina setacciata, stando attenti a non creare grumi. Versare il latte caldo e portare la crema sul fuoco, senza smettere di mescolare, cuocere finchè il profumo della farina non si sente più ma viene sprigionato l'odore del limone (praticamente è pronta quando inizia a fare le bolle).
Quando la crema sarà ben fredda non resta che farcire le nostre zeppole, io le taglio in due per una doppia razione di crema. Decorare con l'amarena a piacimento. Ed il gioco è fatto. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Spaghetti al sugo di ventresca

Quando il pomodoro incontra la pancetta fresca di maiale, la ventresca per l'appunto, il risultato non può che essere un sugo dal gusto deciso, perfetto per condire un buon piatto di pasta. Si prepara in pochissimo tempo e con pochi semplici ingredienti, tipico della tradizione salentina è un piatto di grande carattere che vi conquisterà.  Ingredienti (per 4 persone): 500 gr di ventresca 300 gr di pomodoro pelato 1/2 cipolla 1/2 carota 1/2 costa di sedano olio d'oliva sale q.b un peperoncino secco  350 gr di spaghetti (o del formato che preferite) pecorino romano grattugiato q.b Procedimento: 1. Tagliare la ventresca a listarelle; 2. In una padella aggiungere un filo d'olio, la cipolla, il sedano e la carota, il tutto tritato, far soffriggere; 3. Aggiungere la ventresca, il peperoncino e far rosolare; 4. Eliminare il peperoncino, aggiungere il pomodoro pelato, un pizzico di sale e cuocere per circa 20 minuti a fiamma media; 5. Cuocere gli s...

La vineria di San Domenico

Se si è alla ricerca di un posticino intimo in cui trovare un ambiente familiare, una buona cucina ed una vasta selezione di vini e liquori,  "La vineria di San Domenico" è il ristorante perfetto, sito in via San Domenico e "affacciato" sul porto di Molfetta, è un piccolo locale dall'arredamento caratteristico in cui ci si sente, subito dopo aver varcato la soglia, a casa. Non è solo merito del posto in senso stretto infatti i titolari, Agostino e Antonella (la chef), riservano alla clientela una particolare accoglienza trasmettendo la passione e la dedizione impiegata nel loro lavoro.  Non ci sono stata per una semplice cena bensì a pranzo, nella domenica di Pasqua, ospite, con altri ventidue commensali, di un certo neo Dottore in Ingegneria sul quale vige il segreto (non la novella trasmessa su canale 5). Un arduo compito portato a termine egregiamente, vista la soddisfazione  dipinta sui volti di tutti.  Il menù, a base di pesce, è stato ben elaborato ...

La Pric o Prac!!!

"L'estate sta finendo, ed un anno se ne vaaaa..." insieme al caldo torrido, alle giornate assolate, alla borsa per il mare sempre pronta e, ahimè, ai buonissimi peperoni, ortaggio tipicamente estivo, che con i suoi colori ed il suo gusto, tondo ed invitante, ci ha tenuto compagnia in questi mesi caldissimi. Quindi, come si può portare sulla tavola la loro allegria durante i mesi invernali? E' presto detto, approfittando degli ultimi peperoni stagionali si prepara la "Pric o Prac", una conserva, tipicamente molfettese, dal sapore molto intenso perfetta per condire il pane, preferibilmente tostato. Oppure per i temerari, per condirci gli spaghetti, come fa il mio babbo, quando nel barattolo sono rimasti giusto gli ultimi "due due cucchiaini". Il procedimento è molto semplice, la tempistica è abbastanza lunga ma di sicuro la resa vale l'attesa. Ingredienti (quantità indicative): 1 kg di peperoni (di qualunque colore, è importante che siano d...